PODIGITAL 1145 (digital) 2/9/2010 Internacionales

LA CRISI DEL CAPITALISMO E LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO OPERAIO

Newsletter PCL Settembre 2010

1) MEETING INTERNAZIONALE

LA CRISI DEL CAPITALISMO

E LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO OPERAIO

ROMA MARTEDI’ 7 SETTEMBRE

ORE 16 30 PRESSO IL CENTRO CONGRESSI CAVOUR

in Via Cavour 50/A

LA CRISI DEL CAPITALISMO

E LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO OPERAIO

MEETING INTERNAZIONALE

INTERVENGONO :

Michael-Matsas EEK (PARTITO RIVOLUZIONARIO DEI LAVORATORI – GRECIA)

Giorgio Cremaschi FIOM CGIL

Luciano Vasapollo DOCENTE UNIVERSITARIO

Jorge Altamira – P.O (PARTIDO OBRERO- ARGENTINA)

Marco Ferrando PCL ( PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI)

COORDINA

Franco Grisolia PCL ( PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI)

ROMA MARTEDI’ 7 SETTEMBRE

ORE 16 30 PRESSO IL CENTRO CONGRESSI CAVOUR IN Via Cavour 50/A

PARTITO COMUNISTA

DEI LAVORATORI

 

2) Ferrando a Ferrero: non capitolare al Pd

(1 Settembre 2010)

È un no la prima risposta all'invito all'unità delle sinistra d'alternative rivolta, dal manifesto, dal leader Prc Paolo Ferrero. Un no che arriva dal trozkista Marco Ferrando, leader del partito comunista dei lavoratori, che prepara per il 7 settembre a Roma un incontro internazionale sulla crisi capitalistica e, per gennaio, il congresso.

Ferrando, il suo è un no a prescindere?

Tutt'altro. A prescindere è il sì di Ferrero all'alleanza proposta da Bersani. Prescinde dalla natura del Pd e del centrosinistra con cui vuole allearsi. Ferrero e Bersani prefigurano un accordo non solo elettorale, per battere Berlusconi, ma anche programmatico. Il Prc dice che è disponibile a sottoscrivere, pur non partecipando all'eventuale governo dell'Ulivo, un programma che comprenda anche provvedimenti di giustizia sociale. In pratica si riavvia sulla strada del '96, quando sostenne il governo e si rese corresponsabile delle sue misure antipopolari. Tanto più che questa coalizione, aperta all'Udc, sarebbe anche più a destra di quel governo Prodi.

Scusi, ma questo non dipende eventualmente appunto dal programma?

Ma che programma può fare un Pd che nella sostanza sostiene Marchionne e preme sulla Cgil perché accetti il patto sociale già firmato da Cisl e Uil? E come si può pensare che poi quel partito scelga misure di svolta sociale, anche solo parziale? In più nella proposta di Ferrero c'è una contraddizione: dice no a un eventuale governo tecnico che avrebbe la stessa base parlamentare di quell'alleanza democratica a cui invece dice sì.

In sostanza, secondo lei i 'compagni' dovrebbero dire no a qualsiasi forma di alleanza con le forze della sinistra e del centro? Secondo lei in Italia non c'è nessuna emergenza democratica?

L'emergenza c'è, è nelle cose. Ma una cosa è accettare un accordo sulla base delle ragioni dei lavoratori. Un'altra è farlo solo per rientrare nel gioco delle alleanze, subordinandosi alle ragioni di Marchionne e del blocco sociale moderato rappresentato da Pd e Udc. Quindi direi che non siamo noi a dover scegliere se stare dentro quell'alleanza, anche più a destra di quelle precedenti. Al Prc e alla federazione della sinistra rilancio la proposta di un'unità d'azione a sinistra, ma su un programma anticapitalista, autonomo dal Pd, contro il centrosinistra e il centrodestra, due espressioni diverse degli stessi interessi dominanti.

3) LA FIAT FUORILEGGE VA NAZIONALIZZATA

Nell’esprimere la propria solidarietà incondizionata alla Fiom e ai lavoratori della Fiat Sata colpiti dalla repressione Fiat, il PCL avanza una considerazione di fondo. Se un’azienda che ha goduto per decenni di straordinarie regalie pubbliche, diventa fuorilegge , in spregio totale dei diritti contrattuali e costituzionali e persino delle sentenze della magistratura, il movimento operaio può e deve battersi per la sua nazionalizzazione, senza indennizzo per i grandi azionisti, e sotto il controllo dei lavoratori. Estendendo questa rivendicazione all’insieme delle fabbriche che licenziano o che violano i diritti sindacali. Non si vede perché la Fiat possa permettersi, senza scandalo, la più arrogante radicalità antioperaia, e i lavoratori non possano replicare con una radicalità uguale e contraria. Se la Fiat espropria gli operai dei loro diritti, gli operai hanno il diritto di rivendicare l’esproprio della Fiat, preparando l’occupazione degli stabilimenti.